Cristallo extrachiaro: perché fa la differenza in un portafoto

Cristallo extrachiaro: perché fa la differenza in un portafoto

Cristallo extrachiaro: perché fa la differenza in un portafoto

Quando scegli un portafoto in cristallo, la parola "extrachiaro" non è un dettaglio di marketing — è una differenza che si vede. Ecco cosa significa davvero e perché cambia tutto.

Il problema del vetro comune

Il vetro standard contiene ossido di ferro. Questo gli dà quella sfumatura verdastra che si nota soprattutto sui bordi e sugli spessori maggiori. In un portafoto sottile non si percepisce quasi — ma in un cristallo da 12 o 15 mm diventa evidente e altera i colori della fotografia.

Cosa cambia con il cristallo extrachiaro

Il cristallo extrachiaro ha un contenuto di ferro ridotto al minimo. Il risultato è una trasparenza quasi totale — i colori della fotografia vengono restituiti esattamente come sono, senza filtri indesiderati. Il bianco rimane bianco. I toni della pelle sono naturali. I neri sono profondi.

Perché Omodomo usa solo cristallo extrachiaro

Tutti i portafoto Omodomo sono realizzati in cristallo extrachiaro da 8, 12 o 15 mm. La scelta non è casuale — è una decisione di qualità che parte dal materiale. Un portafoto è fatto per valorizzare una fotografia, non per modificarla.

Lo spessore conta

Più è spesso il cristallo, più la differenza tra extrachiaro e standard diventa visibile. Nei modelli da 15 mm come Aki o Brick, il cristallo extrachiaro è indispensabile — su uno spessore simile, il vetro comune avrebbe una dominante verde molto marcata sui bordi molati.

La molatura amplifica la luce

Quando il cristallo viene molato — a 45° come in Kontra e Coelo, o a 28° come in Nitido e Axi — la superficie tagliata cattura e riflette la luce. Con il cristallo extrachiaro questo effetto è pulito e brillante. Con il vetro comune, la sfumatura verde si amplifica proprio sui bordi molati, rovinando l'effetto.

Un materiale giusto è la base di ogni oggetto di design duraturo. In Omodomo inizia sempre da lì.

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